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Osservatorio · Tetti

Dopo quante notti si smette di pagare la tassa di soggiorno?

Quasi tutti i Comuni fissano un limite: oltre quel numero di notti l'imposta non si paga più. Il valore però cambia da Comune a Comune, e non di poco: va da 3 notti a 72.

Marco Cuscito · 30/09/2026 · letto sugli atti comunali

Grafico dei quattordici valori diversi che assume il tetto ai pernottamenti dell'imposta di soggiorno nei Comuni italiani: da 3 notti fino a 72, con sette notti come valore più diffuso in 90 Comuni.
Quanti Comuni usano ciascun tetto. Il valore più diffuso vale in meno di un terzo dei casi.

È una delle poche regole dell'imposta di soggiorno che quasi tutti conoscono: dopo un certo numero di notti nella stessa struttura, l'ospite smette di pagare.

Quello che si sa meno è quale sia quel numero. E la risposta, come per quasi tutto in questa materia, è che dipende dal Comune.

Quattordici valori diversi

Ho letto le delibere di 307 Comuni, una per una. Questi sono i tetti che ho trovato:

TettoComuniAlcuni esempi
3 notti 9 Alberobello, Assisi, Levanto…
4 notti 13 Arezzo, Bari, Catania…
5 notti 57 Alassio, Albenga, Ascoli Piceno…
6 notti 7 Bellaria-Igea Marina, Civitanova Marche, Fiuggi…
7 notti 90 Agerola, Alghero, Antey-Saint-André…
8 notti 1 Genova
10 notti 38 Agropoli, Arbus, Bardonecchia…
12 notti 2 Castellabate, Sestriere
14 notti 4 Cabras, Comacchio, Napoli…
15 notti 15 Bordighera, Caserta, Cerveteri…
20 notti 4 Bardolino, Capaccio Paestum, Malcesine…
21 notti 4 Castiglione della Pescaia, Lazise, Peschiera del Garda…
30 notti 6 Bibbona, Golfo Aranci, Pollica…
72 notti 1 Brescia

E in 56 Comuni un tetto non c'è affatto: l'imposta è dovuta per l'intera durata del soggiorno, senza limite.

Il valore più diffuso è sette notti, ma vale solo in 90 Comuni su 307. Chi lo applica ovunque sbaglia negli altri 217.

I due estremi

Tre notti: Lucca, Matera, Assisi, Alberobello

Otto Comuni si fermano a tre. Sono quasi tutte città d'arte, dove il soggiorno medio è breve: il tetto serve più a semplificare che a limitare davvero.

Ma su un soggiorno di una settimana la differenza si vede: a Matera si pagano tre notti su sette, e chi ne riscuote sette prende più del dovuto.

Settantadue notti: Brescia

All'estremo opposto c'è un solo Comune. Settantadue notti sono due mesi e mezzo: nella pratica, un limite che quasi nessun ospite raggiunge.

Tre cose che rendono il conto più difficile

1. Il tetto non sempre vale per soggiorno

Quasi ovunque si contano i pernottamenti consecutivi nella stessa struttura. Ma alcuni Comuni lo calcolano per mese solare: un soggiorno a cavallo fra due mesi ricomincia da capo.

E a Bellano, sul lago di Como, il tetto segue la persona e non il soggiorno: chi viene per lavoro in modo periodico paga i primi sette giorni dell'anno solare, anche cambiando struttura. È un limite che un singolo gestore non può nemmeno verificare da solo.

2. Alcuni tetti valgono solo in certi periodi

Ci sono Comuni dove il tetto cambia con la stagione, o dove esiste solo nei mesi in cui l'imposta si applica. Un soggiorno che attraversa il confine fra due periodi va calcolato in due pezzi.

3. Il tetto si combina con le esenzioni

Se in una famiglia di quattro persone due sono minori esenti, il tetto vale solo sugli altri due — e il conto cambia ancora se uno dei ragazzi compie gli anni durante il soggiorno.

Perché conta più di prima. Il 23 gennaio 2026 le Sezioni Unite della Cassazione, con l'ordinanza n. 1527, hanno stabilito che chi gestisce una struttura ricettiva non è più agente contabile ma responsabile d'imposta: quello che non viene riscosso resta dovuto al Comune.

Un tetto applicato più basso del dovuto significa riscuotere meno, e la differenza la mette il gestore. Un tetto più alto significa riscuotere troppo, e l'ospite può chiedere la restituzione (art. 2033 del codice civile).

E il tuo Comune?

Non ho messo qui l'elenco completo dei 307 Comuni, per una ragione pratica: il tetto da solo non basta a calcolare quanto è dovuto. Servono anche la tariffa della tipologia, le esenzioni applicabili, il periodo in cui l'imposta si applica e — in alcuni Comuni — la categoria catastale dell'immobile o il prezzo della camera.

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I dati sono ricavati dalle delibere comunali e dai regolamenti depositati nell'archivio del federalismo fiscale, letti uno per uno e aggiornati al 30/09/2026. Le tariffe cambiano: nel 2026 lo hanno fatto 71 Comuni su 307, ventuno a stagione già iniziata. Per approfondire — le soglie di esenzione per i minori, cosa dicono le condizioni di Airbnb, metodo e limiti.